Il colore

E’ stato effettuato uno studio integrato sui colori e sui materiali dei pavimenti, rivestimenti, pareti, porte ed arredi, con l’ausilio di un Consulente Artistico [13]. Il problema principale riguarda le indicazioni parzialmente contrastanti che provengono dalla letteratura. Nel senso che viene contemporaneamente richiesto un intervento coloristico che dia delle indicazioni di identità e di riconoscibilità dei vari elementi e contemporaneamente non dia origine a forme ansiogene provocate da contrasti tonali. [14][15].

Esiste una vasta letteratura dei rapporti fra colore e benessere fisico, con applicazioni però poco diffuse in termini progettuali.

Il Torrice , ad esempio,[28] si approccia al colore studiando, sperimentalmente, come la pelle riceve ed assorbe la luce, partendo dagli esperimenti di un tecnico elettronico moscovita degli anni ’30, Semyon Kirlian, il quale fotografando la propria mano nel momento in cui assorbiva elettricità scoprì che le punte delle dita emanavano colori.

Nel 1967 il Pentagono usò lo stesso metodo sui soldati in Vietnam prima e dopo la battaglia, e venne pure usato per individuare lo stress prima della partita della squadra di calcio di Washington.

I risultati pratici furono inconcludenti, ma vi fu un risultato comune: quando la luce viene assorbita dal corpo di una persona sana, esso, nella fotografia, appare del seguente colore:

· Rosso: appare nella zona dei fianchi, alla base della spina dorsale e negli organi sessuali; il rosso è il colore massimamente energizzante, in quanto incrementa il battito cardiaco e la respirazione ed incoeaggia l’attività motoria;
· Arancio: appare nel fegato, nella milza e nel sistema circolatorio. Tutti i fluidi del corpo, compreso il sistema linfatico e quello nervoso. L’Arancio ha un vero effetto tonico;
· Giallo: appare nell’area del cuore, polmoni e sistema respiratorio;
· Verde: appare nell’area della gola, dove si origina l’abilità vocale;
· Blu: appare attorno agli occhi, orecchie, naso – le aree sensoriali della vista, udito ed olfatto;
· Violetto: appare attorno alla corteccia cerebrale, sulla parte superiore della testa, il cervello, e rappresenta le attività non verbali, il pensiero.

Fu osservato che, mentre lo spettro coloristico appariva completo negli individui sani, così non era per gli individui ammalati: in essi mancava la parte corrispondente alla propria disfunzione: così nella fotografia di una persona con cancro al fegato non compariva l’arancio; così come non appariva il verde in quella di un individuo con problemi di parola, né il blù in un cieco o sordo.

L’autore, lavorando con bambini handicappati, ha potuto verificare che, richiesti di scegliere uno dei sei colori suddetti, questi hanno sempre scelto la carta con il colore corrispondente alla parte del loro corpo handicappata: il bimbo sordo la carta blu, quello con problemi di parola la verde,…

Questa esperienza ci serve per sottolineare come il colore non sia solamente un problema, come spesso viene detto, di gusto o di armonia, ma un potente fattore che influenza gli esseri umani psichicamente e fisiologicamente, con evidenti mutamenti nei battiti cardiaci, nella pressione del sangue, nella respirazione, attivazione coticale, tensione muscolare ed altro. [25]

In termini di percezione, gli studi compiuti da Cooper e altri sulle capacità visive di una popolazione di anziani, hanno concluso che esiste una perdita di capacità nel distinguere i colori sfumati e freddi, mentre permane la capacità percettiva dei colori intensi, molto brillanti con una preferenza per i colori “caldi” dello spettro, cioè rosso e giallo.

Interessante, anche per eventuali sviluppi, è comunque che sembra confermata la percezione del peso relativo dei colori, anche se non vengono visti i colori stessi: in molti individui sopra i 70 anni il violetto appariva grigio e azzurrino, lavanda e rosa, colori di uguale peso, apparivano uguali.

Questo ci permette di lavorare sui colori, non tanto come elementi in sé, ma come rapporto fra colori di diverso “peso”, in modo che il valore percettivo del rapporto rimanga comunque inalterato anche a fronte di una visione alterata, se non addirittura in bianco e nero.

Noi stessi abbiamo sottoposto ad un conoscente daltonico una serie di quadri astratti ed abbiamo avuto la conferma che i singoli colori venivano percepiti completamente alterati, ma i rapporti fra le varie campiture venivano letti correttamente: il soggetto non vedeva i colori ma capiva il significato del quadro.

Si è quindi evitato di sovraccaricare l’ambiente di immagini complesse e sono stati stabiliti pochi criteri ma di sicura lettura, e precisamente:

· Netta distinzione fra piani orizzontali e verticali;
· Il colore dei piani orizzontali (pavimento) deve dare un senso di solidità, cioè l’impressione di poggiare i piedi in sicurezza;
· I colori delle pareti dei vari locali vanno differenziati per funzioni (soggiorno – pranzo – riposo);
· Il colore del soggiorno deve essere rilassante, con valenza di dilatazione della dimensione spaziale, mentre quello degli spazi da fruire seduti (pranzo – riposo) deve anch’esso essere rilassante ma con valenza di spazialità limitata e conclusa;
· Le porte della zona giorno vanno con lo stesso colore delle pareti, per evitarne l’identificazione in assenza dell’assistente e per evitare contrasti ansiogeni, mentre vanno identificate le porte degli spazi personali (camera da letto);
· Gli ostacoli che possono rappresentare un rischio vanno invece sottolineati in modo da essere facilmente evitabili.